Giovedì, 21 Febbraio 2019 06:00

    La difesa invernale delle drupacee da frutto | parte I

    La  coltivazione  italiana  di  drupacee  interessa  sempre  più  le  regioni  meridionali.  Negli  ultimi  anni,  prima  la  Basilicata  e  poi  prepotentemente  la  Puglia  hanno  evidenziato un incremento di superfici coltivate e produzione, fenomeno  in  piena  controtendenza  rispetto  alla  situazione  nazionale.

    Da  una  parte  ciò  è  favorito  dalla  disponibilità  di  terreni  idonei  non  coltivati  precedentemente  a  fruttiferi,  dall’altra  da  migliori  condizioni  climatiche  per  l'ottenimento  di  produzioni  di  qualità.  Anche  la  presenza  di  ampie  aree  ancora  esenti da pericolose malattie a carattere epidemico come la Sharka  (benchè  la  situazione  in  Basilicata  sia  gravissima  e  abbia comportato la non idoneità di vasti areali), se ben gestite e con le dovute attenzioni, favorisce l’insediamento di questa nuova frutticoltura. Altro aspetto non trascurabile è il ridimensionamento delle superfici destinate ad uva da tavola, che trova capaci imprenditori pronti a puntare su nuovi ordinamenti colturali.Questa  situazione  dovrebbe  portare  i  novelli  frutticoltori  a  considerare tutta una serie di modalità gestionali dei frutteti in grado di assicurare la buona riuscita degli impianti, assicurando così i benefici delle scelte imprenditoriali. La realtà tuttavia è che spesso il tutto si riduce ad indovinare la “varietà panacea”, senza considerare la complessa gestione del sistema frutteto.

    Aspetto essenziale nella gestione del frutteto è certamente la difesa fitosanitaria. Questa  deve  essere  strettamente  legata  alla  gestione  agronomica  –  irrigazione  e  nutrizione  –  per  non  creare  squilibri  vegetativi che rendano le piante particolarmente sensibili a infezioni ed infestazione dei diversi organismi nocivi. In ciò, gioca un ruolo importante una corretta ed accurata potatura delle  piante,  al  fine  di  eliminare  le  parti  infette  in  modo  da  eradicare  la  malattia  o  ridurre  di  molto  l’inoculo  svernante  che è causa delle nuove infezioni primaverili. La  protezione  invernale  delle  drupacee  è  quindi  essenziale  per il controllo di numerose malattie e risulta molto efficace ed economica se ben eseguita; essa pone le basi per il buon esito dei futuri raccolti.

    Di seguito vengono elencate le principali malattie comuni a tutte le drupacee ben controllabili con trattamenti al bruno.

    Marciume bruno o Moniliosi  - (Monilinia laxa e M. fructicola)
    Il fungo attacca principalmente i fiori e le gemme a legno schiusi. In presenza di condizioni favorevoli si sviluppano infezioni a carico dei germogli e dei frutti in pre-raccolta. Nel caso di infezioni gravi, i frutti colpiti mummificano e restano attaccati all’albero, costituendo pericolose fonti d’inoculo.

     

    Fiori di ciliegio affetti da moniliosi

    Cancro dei nodi  - (Phomopsis amygdali)
    Si presenta con lesioni ellittiche in corrispondenza delle gemme o dell’inserzione delle foglie su brindilli e giovani rametti. Le lesioni evolvono poi in cancri che interessando l’intera circonferenza dell’organo vegetativo, causando avvizzimento e successivo disseccamento apicale; è tipica anche la fuoriuscita di essudati gommosi da queste ferite. Anche le foglie possono essere interessate dall’infezione, con l’apice fogliare disseccato da imbrunimenti a forma di V; le foglie colpite disseccano e cadono anticipatamente causando squilibri fisiologici in un periodo importante per l’induzione e differenziazione a fiore delle gemme. Il fungo penetra attraverso le cicatrici realizzatesi a seguito della caduta delle foglie, della raccolta dei frutti o della potatura.

    Impallinatura o vaiolatura - (Wilsonomyces carpophilus)
    Con l’umidità dei mesi autunno-invernali, le spore del patogeno infettano le gemme, causandone anche la morte. Sui rametti causa lesioni con le successive fruttificazioni del fungo che può infettare foglie e frutti in accrescimento.

     

    Frutti di mandorlo affetti da batteriosi (Xanthomonas arboricola)

    Cancro batterico delle drupacee - (Xanthomonas pruni, Pseudomonas syringae)
    Questa fitopatia non ha mai interessato nel passato la frutticoltura meridionale. L’introduzione di numerose varietà suscettibili ed i mutati andamenti climatici ne hanno favorito presenza e diffusione specie su albicocco e pesco. Il batterio causa dei cancri con essudati gommosi, che portano alla morte di rametti e brindilli apicali. La malattia può anche infettare rametti, brindilli e frutticini. I fiori colpiti si presentano deformi e finiscono con abortire e cadere.

     

    Autori: Lorenzo Laghezza, Concetta Gentile, Francesco Carenza - Agrimeca Grape and Fruit Consulting srl -Turi (Bari)

     

    Per la seconda parte della difesa invernale delle drupacee da frutto: CLICCA QUI.

     

     

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