Terreni agricoli: nel 2021, +30% di acquisti

Dopo la pandemia, il mercato fondiario italiano è tornato a salire: secondo il Crea, gli atti di compravendita sono aumentati del 30%

da uvadatavoladmin

Dopo la pandemia, il mercato fondiario italiano è tornato a salire. Secondo un rapporto elaborato dal Crea, nel 2021 c’è stato un aumento del 30% di atti di compravendita di terreni agricoli.

Dopo il blocco di gran parte delle contrattazioni (-12% rispetto al 2019) dovuto alla crisi pandemica del 2020, in Italia si torna a comprare terreni agricoli.

È quanto fa sapere il rapporto elaborato dal Crea, il Consiglio per la ricerca e l’analisi dell’economia agraria, relativo all’andamento del mercato fondiario in Italia.

Stando a quanto riportato nel documento, le attività di negoziazione nel settore si sono più che riprese, mettendo a segno un aumento pari a +30% degli atti di compravendita di terreni agricoli.

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Confronto tra andamenti del numero di compravendite dei terreni agricoli e credito per l’acquisto di immobili rurali (migliaia di euro)

 

Parallelamente, nel corso del 2021 è tornato a crescere anche il prezzo della terra.

Un andamento positivo, ma che va rimodulato nel contesto attuale. Un contesto in cui, complice un tasso di inflazione nettamente superiore a quello riscontrabile negli ultimi anni, il valore reale del patrimonio fondiario tende a diminuire. Difatti, con un tasso d’inflazione del +1,9% nel 2021 e dopo due anni di sostanziale stabilità dei prezzi, il prezzo della terra ha registrato un ulteriore calo dello 0,8%. “Un processo che – si legge nel rapporto – dura da oltre 15 anni e che ha portato il prezzo della terra a ridursi del 12% rispetto al 2010, senza particolari differenze a livello di circoscrizioni geografiche”.

In generale, l’Osservatorio del Mercato Immobiliare (OMI) – che per la prima volta ha pubblicato dati sulla superficie compravenduta – evidenzia in tal senso un aumento del 59% rispetto al 2020, con un accento maggiore nel Nord Ovest e nel Centro Italia (+70%).

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Evoluzione dei valori fondiari medi (migliaia di euro per ettaro, 2021)

Meno variabile nel tempo, invece, l’andamento del prezzo della terra. A tal riguardo, le stime effettuate con l’aiuto degli operatori del settore evidenziano per il 2021 un aumento del 1,1% a livello nazionale, trainato soprattutto dalla circoscrizione del Nord Ovest e del Nord Est e dalle zone di pianura. “Il prezzo medio nazionale – prosegue il rapporto – sfiora i 21.000 euro a ettaro, ma sono ben evidenti le differenze tra i valori del Nord Est (42.300 euro) e del Nord Ovest (29.100) e il resto d’Italia dove il livello non supera i 15.000 euro”.

Elevata anche la richiesta di terreni agricoli più fertili e dotati di buone infrastrutture, specialmente se afferenti ai comparti con maggiori prospettive di successo commerciale.

“D’altro canto, non sono poche le aree dove – secondo la relazione elaborata dal Crea – l’offerta di terra prevale sulla domanda, a causa del mancato ricambio generazionale e della scarsa redditività del bene fondiario”.

Infine, segnali positivi giungono anche dal fronte degli affitti a canoni stabili, dove la richiesta continua a crescere, specie per quei terreni seminativi irrigui e ideali per colture di pregio.

In prospettiva, però, come evidenziato nel rapporto, anche sul mercato fondiario dei terreni agricoli pesa l’incertezza della congiuntura internazionale. Una incertezza che, già alimentata da un significativo aumento dei costi di produzione e da una forte volatilità dei mercati delle principali commodity agricole, ridimensiona così il generale andamento positivo riscontrato.

“Non è chiaro – come riporta il documento – se nel futuro prevarranno le tendenze ribassiste legate a queste incertezze, accentuate dal conflitto in Ucraina e anche da una eventuale ripresa della pandemia, o se continuerà a crescere la domanda di terra vista come un bene rifugio”.

Resta comunque certo che chi decide di investire oggi in terreni agricoli non lo fa per ragioni speculative, ma per proteggere i propri risparmi.

Specialmente in un contesto come quello attuale che, pur determinando gravi conseguenze in ogni campo, nulla potrebbe – almeno in teoria – contro il valore di questi beni che, ancora ritenuto intrinseco, dovrebbe dunque restare immutabile anche al verificarsi di eventi complessi.

 

Ilaria De Marinis
©fruitjournal.com

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