Innovazione in agrumicoltura, video e slide di As~pró

Progettualità e crescita, ricerca e condivisione di obiettivi: il resoconto del primo viaggio all'insegna dell'innovazione in agrumicoltura

da uvadatavoladmin
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Si chiama As~pró l’evento dedicato all’innovazione in agrumicoltura che si è tenuto ieri a Catania, nelle due modalità dal vivo e in streaming.

Portainnesti, clorosi ferrica, aspetti produttivi e impatti fitosanitari: questi e molti altri i temi portanti di As~pró, l’evento organizzato da FCP Cerea e Fruit Communication con la Federazione Ordine dei Dottori Agronomi e Forestali di Sicilia e il Distretto Agrumi di Sicilia, che ha coinvolto tecnici, produttori e addetti al settore in un viaggio alla scoperta dell’innovazione in agrumicoltura.

Come suggerito dal nome, l’evento nasce dalla volontà di avviare una progettualità che – partendo dalla Sicilia e da alcune colture – mira a promuovere e diffondere l’innovazione in agrumicoltura.

Enti di Ricerca e Sviluppo siciliani, ricercatori europei e agricoltori si sono così ritrovati per condividere conoscenze ed esperienze, strategie e innovazioni, alla ricerca di nuovi spunti per migliorare le rese produttive in campo.

A inaugurare il convegno Federica Argentati, Presidente del Distretto agrumi di Sicilia. “Credo questo sia il luogo giusto per parlare di innovazione, agrumi, ricerca e sinergie tra più attori – ha esordito l’Argentati – con molto piacere, il Distretto Agrumi di Sicilia ha collaborato con tutti gli altri protagonisti di questa giornata di confronto dedicata all’innovazione in agrumicoltura che speriamo possa rappresentare la base per porre nuovi obiettivi”.

Da qui, il via ufficiale ai lavori.

Primo dei relatori a calcare il palco di As~pró, Alberto Continella, Professore associato di Arboricoltura generale e coltivazioni arboree UNI Catania che ha presentato un contributo relativo ai “Portainnesti innovativi per l’agrumicoltura italiana”. Dopo aver illustrato le molteplici ragioni per le quali utilizzare i portinnesti, il professore ha approfondito i risultati di alcune ricerche che hanno permesso di identificare portainnesti di agrumi tolleranti all’HLB e di studiare la risposta dei nuovi portinnesti alle diverse condizioni pedoclimatiche, in combinazione con cultivar locali. Proseguendo, l’esperto ha mostrato i dati ottenuti nel corso di altri due lavori di ricerca, condotti rispettivamente su Tarocco Scirè e mandarino pigmentato, che hanno evidenziato ancora una volta il ruolo dei portinnesti nell’ambito delle caratteristiche della pianta. Nel primo caso, influenzando la precocità della resa e la qualità del frutto dell’arancio dolce pigmentato; nel secondo, favorendo la precocità della resa, la produttività e la caduta dei frutti pre-raccolta.

Da remoto è poi giunto l’intervento a cura di María Á. Forner Giner e Mary-Rus Martínez Cuenca del Centro di Produzione Agrumi e Piante dell’Istituto Valenciano di Ricerca Agricola (IVIA) Spagna.

Tema della presentazione la clorosi ferrica, sintomatologia che interessa sempre più gli areali mediterranei e i principali Paesi produttori di agrumi. Partendo dall’analisi delle funzioni svolte dal ferro nella pianta, particolare accento è stato poi posto sull’influenza del portinnesto sulle risposte di assorbimento del ferro nelle foglie di agrumi e sulla loro regolazione.

Lungo la scia tracciata dalle due ricercatrici, si è poi inserito l’intervento a cura di Giuseppe Ciuffreda, Responsabile Ricerca e Sviluppo e Agronomia di FCP Cerea, che ha mostrato i vantaggi derivanti dall’impiego delle nanotecnologie nelle strategie di contrasto alla carenza di ferro. Applicabili nei diversi settori, in agricoltura le nanotecnologie favoriscono un aumento delle prestazioni e, al contempo, un minor consumo di energia e materiale. “In altre parole – ha chiarito Ciuffreda – maggiore sostenibilità e riduzione dell’impatto ambientale”.

A tal riguardo, proprio in Sicilia, FCPCerea sta testando con successo Nano.T® Fe.

Si tratta di un nuovo prodotto nanotecnologico, attivo ad ampio range di pH 1-10 e adatto per i terreni ricchi di calcare e pH elevato. Efficace a bassi dosaggi e completamente biodegradabile, Nano.T® Fe si può inoltre distribuire durante il giorno in fertirrigazione. Accanto a questo, come sottolineato in chiusura da Ciuffreda, FCP Cerea sta individuando, anche mediante la sperimentazione nelle proprie serre su diversi portinnesti, le strategie più efficaci per contrastare la clorosi ferrica.

Di “Gestione degli organismi patogeni sistemici degli agrumi” ha invece trattato la presentazione a cura di Antonino F. Catara, Responsabile scientifico progetto SIRPA, e Marcella Russo – Esperta di difesa delle piante di Agrobiotech.

Nel corso dell’intervento è emerso, in modo particolare, il legame intrinseco tra uso dei nanofertilizzanti e mitigazione di malattie degli agrumi da organismi patogeni floematici. Questo legame, infatti, garantisce molteplici vantaggi: dal rilascio lento e costante di nutrienti a una maggiore biodisponibilità (superficie specifica, dimensioni, reattività), dalla riduzione delle perdite di nutrienti al minore fabbisogno di fertilizzanti convenzionali. Inoltre, la pianta mostra una maggiore resistenza indotta verso stress biotici e abiotici. Insomma, una soluzione efficace e vantaggiosa che – oltre tutelare le piante dai patogeni – garantisce produzioni di qualità.

Ultimo degli interventi istituzionali, quello dedicato ad “Agroecologia e servizi ecosistemici per la prevenzione delle microcarenze” di Giancarlo Roccuzzo, ricercatore presso il CREA di Acireale. Come evidenziato nel corso dell’intervento, per far fronte alle microcarenze risulta di primaria importanza l’aumento della biodisponibilità nel suolo o dell’efficienza di assorbimento delle piante. In questa prospettiva, una gestione efficace dell’agrumeto, il riciclo dei residui organici aziendali e la costruzione di un network trofico nel suolo aiutano sensibilmente a ridurre gli input esterni. Inoltre, ha concluso il ricercatore, “inoculi microbici, compost e coperture vegetali, che incrementano la sostanza organica nel suolo, possono far aumentare la disponibilità dei micronutrienti nelle aziende agrumicole”.

A chiudere il seminario, la dottoressa Argentati che, in ultima battuta, ha lanciato la proposta di un laboratorio permanente, A-lab.

Uno strumento che sia semplice, efficace e assolutamente sburocratizzato, che si affianchi all’attività del Distretto Produttivo Agrumi di Sicilia e che parli di agrumi con una prospettiva diversa. “Credo sia giunto il momento – ha sottolineato – di avere uno strumento di confronto tra imprenditori in primis, enti di ricerca, tecnici, stakeholders e pubbliche amministrazioni che insieme possano, da ora e per il futuro, lavorare evitando i corti circuiti del passato”. “I produttori devono essere messi nelle condizioni di essere informati su quello che succede e su quello che potrà succedere. La prima difficoltà da superare è certamente la scarsa capacità di fare rete. Abbiamo tantissime imprese della filiera (produzione, commercializzazione, trasformazione, ma anche della logistica) che devono imparare a fare rete. Ed è proprio questo, l’arduo compito del Distretto Produttivo agrumi di Sicilia.

Sono contentissima di questa giornata e faremo in modo che a questo appuntamento ne seguano altri.

I distretti sono strumenti di programmazione territoriale e quindi di crescita della filiera nel territorio”.

“In Sicilia – ha ricordato – abbiamo ben cinque tra DOP e IGP e si può davvero fare tanto. Ma bisogna fare capire alle piccole imprese che da soli non possono andare troppo lontano, e a quelle più grandi che, per quanto grandi, possono diventare ancora più forti, se disposte a offrire il proprio contributo alla crescita complessiva del territorio. Chiamiamolo pure un percorso condiviso di etica territoriale necessario per affrontare i tantissimi problemi che da sempre impediscono ogni reale sviluppo, a cominciare dal gap infrastrutturale, strade e rete irrigua, per citarne due. Fare rete significa anche essere più forti nei confronti degli interlocutori istituzionali. Far capire al governo nazionale, per esempio, che la filiera ha bisogno di una strategia e di una programmazione condivisa, che vada dai tre ai cinque anni, nella quale, la Sicilia essendo la principale regione agrumetata, gradirebbe essere protagonista”.

Si è così concluso il primo viaggio targato As~pró, un’esperienza all’insegna dell’innovazione in agrumicoltura tra profumi, colture e bellezza di un’Isola simbolo della qualità e dell’agricoltura made in Italy.

Ilaria De Marinis
© fruitjournal.com

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