Mercoledì, 14 Marzo 2018 10:23

    Fondazione Edmund Mach: fronteggiare le problematiche fitosanitarie su Fragola

    Focus, oggi, a San Michele all’Adige, sulle attività di sperimentazione e ricerca messe a punto dalla Fondazione Edmund Mach per fronteggiare le principali problematiche del comparto piccoli frutti e ciliegio, in primis il problema Drosophila Suzukii.

    La quinta giornata tecnica, promossa dal Centro Trasferimento Tecnologico e alla quale sono intervenute circa 200 persone, tra produttori e operatori del settore, ha fatto il punto sui risultati dell’attività sperimentale su alcune varietà di fragola, le attività di ricerca applicata al breeding di lampone e mirtillo, le sperimentazionI per il contenimento dell’oidio della fragola che sempre più puntano su prodotti di origine naturale; infine, il tema Drosophila suzukii e le relative prove di controllo con metodi biologici, prove che sembrano dare buoni risultati.

    In particolare, i rilasci negli appezzamenti sperimentali di parassitoidi locali stanno fornendo un importante contributo per la gestione del moscerino dei piccoli frutti, accanto al metodo delle reti anti-insetto ormai ampiamente consolidato.

    Trasversale a tutte le prove e ricerche il forte impegno Fem verso una agricoltura sostenibile e a metodi alternativi alla chimica. Gran parte di queste attività vengono svolte presso la sede di Vigalzano, dove ricercatori, tecnologi e tecnici sono quotidianamente impegnati, in rete con altri istituti nazionali ed europei.

    Risultati dell’attività sperimentale su alcune varietà unifere di fragola. Gianpiero Ganarin ha spiegato che la storica varietà Elsanta, per anni ampiamente coltivata in Trentino, negli ultimi anni ha manifestato problemi di produttività legati alla pezzatura, alla qualità e in particolare alla consistenza dei frutti nei periodi estivi più caldi.

    Per questo motivo molte aziende si sono orientate verso la coltivazione di fragole rifiorenti che garantiscono una produzione più costante nella stagione ma con maggiori difficoltà nella gestione. Viste le problematiche emerse dalla coltivazione delle fragole rifiorenti, si è ritenuto utile valutare l’utilizzo di varietà unifere che potessero sostituire la tradizionale Elsanta. Sono state quindi valutate nel corso del 2017 le performance di nuove varietà unifere con diverse tipologie di piante. Sono state valutate anche le performance di tipologie diverse di piante. Con l’attività di ricerca svolta è stato possibile individuare le epoche di raccolta delle varietà, le caratteristiche produttive e qualitative delle diverse varietà e l’influenza del tipo di pianta.

    Ricerca applicata al breeding di lampone e mirtillo: risultati utilizzabili per una produzione di qualità. Lara Giongo ha spiegato che i programmi di miglioramento genetico di mirtillo e lampone, i più recenti tra quelli di Fem, prevedono l’applicazione della ricerca in maniera multidisciplinare ed integrata. Così come la maggior parte degli obiettivi del breeding mirano ad un miglioramento delle colture, anche i settori applicativi di sviluppo della ricerca, dalla genomica, alle nuove metodologie e nuove conoscenze di caratterizzazione della pianta sottendono ad un miglioramento integrato della filiera di produzione. Le conoscenze sempre più approfondite dei singoli tratti coinvolti in un generale concetto di qualità, le loro interazioni nei diversi materiali prodotti dal breeding, ma anche nelle cultivar commerciali di riferimento, possono produrre positivi effetti in varie fasi di produzione e settori applicativi.

    Importanti differenze del profilo qualitativo a raccolta ed in post-raccolta possono impattare notevolmente la scelta varietale, la segmentazione del prodotto e la logistica da parte dei diversi operatori di settore. noltre, l’introduzione di nuovi tratti in mirtillo e lampone possono rappresentare uno stimolo ad ulteriori sviluppi in un’ottica di cambiamenti climatici e produrre effetti importanti sugli interventi agronomici necessari alla coltivazione, sul piano della scelta gestionale ed influire sulla qualità di lampone e mirtilli, sempre più richiesti dal mercato. Aggiornamento attività di sperimentazione per il contenimento dell’oidio su fragola. Daniele Prodorutti ha spiegato che l’oidio è la principale patologia fungina della fragola sotto tunnel e può infettare tutte le parti aeree della pianta.

    Le varietà di fragola rifiorenti, visto il lungo ciclo produttivo e la loro suscettibilità, presentano i maggiori problemi di contenimento di questa patologia. Le sempre maggiori restrizioni di utilizzo delle sostanze attive di sintesi rendono necessario lo sviluppo di nuove tecnologie e la valutazione dell’efficacia di prodotti di origine naturale, microbiologica o a basso impatto. I ricercatori hanno presentato alcune esperienze sperimentali di contenimento dell’oidio, valutando l’efficacia di prodotti di origine naturale e di un concime a base di microelementi con una possibile azione nei confronti di organismi patogeni. Le prove sperimentali con un prodotto a base di olio essenziale di arancio su cultivar di fragola unifera hanno dimostrato una buona efficacia sia in serra che in condizioni di campo. Per il contenimento dell’oidio su fragola rifiorente sarà necessario svolgere ulteriori prove utilizzando diverse tecniche agronomiche e di difesa integrata.

     

    Fonte: agenziagiornalisticaopinione.it

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